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CHI SIAMO

Rosa per la Vita Onlus si propone di aiutare le donne che si sono confrontate con l'esperienza del tumore. L’obiettivo  è quello di diffondere una nuova cultura di cura del cancro, offrendo alle donne colpite da neoplasia la possibilità di approcciarsi alla malattia attraverso un’attenzione sia olistica, che significa prendere in considerazione la donna nel suo Essere di Anima-Mente-Corpo, che di medicina integrata. .

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UN APPROCCIO OLISTICO AL PAZIENTE ONCOLOGICO

Nella cultura occidentale la tendenza è quella di considerare la malattia come un’alterazione, una lesione o un’aggressione dall’esterno. A parecchi sarà capitato di leggere frasi quali “combattere il cancro”, “lotta al cancro”. Questa visione, anziché consentire di percepire il cancro come qualcosa di legato anche alle abitudini o agli stili di vita della persona, aumenta il sentimento di timore verso di essa e ne impedisce una giusta comprensione. Leggi tutto...

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Non ci sondiagnosio prove che lo screening contro il cancro riesca a “salvare vite umane”. Lo scrivono Vinay Prasad, Jeanne Lenzer e David Newman in un’analisi pubblicata sul British Medical Journal. Gli autori spiegano che gli studi sui benefici dello screening si basano sulla mortalità relativa al tipo di cancro contro cui viene fatto il controllo. Tuttavia, quando si esamina la mortalità generale, per tutti i tumori insieme, sembra che gli esami non portino a miglioramenti. Gli autori si chiedono come sia possibile. Forse gli studi sono troppo piccoli per cogliere il miglioramento nella mortalità generale. Un’altra possibilità è che gli screening riducono davvero la mortalità per il tipo di cancro oggetto del controllo, ma portano anche a diagnosi e trattamenti eccessivi, che fanno aumentare la mortalità generale, con un effetto di compensazione.

“Finché non siamo sicuri dei benefici dello screening sulla mortalità non possiamo dare alle persone le informazioni di cui hanno bisogno per fare una scelta informata. Dobbiamo essere onesti rispetto a questa incertezza”, scrivono gli autori. 

“La comunicazione sullo screening del cancro è dubbia: i benefici sono esagerati e i danni minimizzati”, scrive in un commento Gerd Gigerenzer, del Max Planck Institute for Human Development di Berlino. Secondo Gigerenzer, sono usate varie tecniche di persuasione, come quella di usare la parola “prevenzione” invece di “diagnosi precoce”, suggerendo in modo errato che lo screening riduce il rischio di cancro. Per Gigerenzer è opportuno investire di più nella trasparenza delle informazioni ai pazienti, per esempio offrendo alle donne i dati statistici sulla mammografia, sulla mortalità per cancro al seno, mortalità per cancro e totale, sui “falsi allarmi” e sugli interventi non necessari. Controlli regolari possono essere utili per gruppi a rischio di alcuni tipi di tumore, come quello al polmone, al collo dell’utero e al colon.

Anche secondo la giornalista Megan Scudellari bisogna sfatare alcuni miti: “Controlli regolari possono avere dei benefici per alcuni gruppi a rischio relativamente ad alcuni tipi di tumore, come quello al polmone, al collo dell’utero e al colon, ma questo non vale per tutti gli esami”, scrive Scudellari sulla rivista Nature.

L’idea che una diagnosi precoce possa salvare la vita nasce all’inizio del novecento, quando i medici capirono di poter avere risultati migliori nei casi in cui i tumori venivano individuati e curati immediatamente dopo la comparsa dei primi sintomi. Il salto logico successivo è stato quello di dare per scontato che prima un tumore viene individuato, maggiori saranno le possibilità di guarigione. “A tutti noi hanno insegnato fin da quando eravamo piccolissimi che il modo migliore per affrontare il cancro sia individuarlo ed eliminarlo precocemente”, afferma Otis Brawley, direttore dello staff medico dell’American cancer society su Nature.

Tuttavia, gli studi su alcune tipologie di cancro – come quello alla tiroide, alla prostata e al seno – hanno dimostrato che i controlli precoci non sono sempre così determinanti nel salvare la vita. Continua Scudellari su Nature: “Una revisione condotta dalla Cochrane di cinque studi clinici controllati randomizzati, per un totale di 341.342 partecipanti, ha rilevato come i controlli non diminuiscano in modo significativo le morti dovute al cancro alla prostata. ‘Molti pensano che il solo fatto di aver scoperto in una fase precoce un tumore sia di per sé un beneficio. Ma non è così’, spiega Anthony Miller dell’università di Toronto, in Canada. Miller ha guidato il Canadian national breast screening study, una ricerca andata avanti per 25 anni su 89.835 donne di età compresa tra i 40 e i 59 anni dalla quale è emerso che nel complesso le mammografie annuali non abbiano ridotto il tasso di mortalità per cancro al seno”.

“Questo perché alcuni tumori provocano la morte a prescindere da quando siano stati individuati e trattati”, spiega Scudellari. Al tempo stesso, controlli precoci aggressivi possono essere dannosi per la salute. A livello della popolazione in generale, dunque, i benefici (vite salvate) non superano i rischi (vite perse o interrotte a causa di cure non necessarie). Servono esami migliori.

Tuttavia, secondo la dottoressa Anne Mackie, responsabile della diagnosi precoce della Public health England, nel Regno Unito, lo screening dei tumori e i trattamenti impediscono o possono almeno ritardare la morte: “Ci sono prove chiare e robuste dei benefici dello screening del cancro al colon e del calo dei decessi causati dal cancro al collo dell’utero. La revisione indipendente Marmot del 2012 sullo screening del tumore alla mammella, scrive il Guardian, ha evidenziato una riduzione della mortalità per cancro al seno del 20%”, ha detto la dottoressa a Scudellari.

Le procedure diagnostiche attualmente disponibili dovrebbero essere sottoposte a test scrupolosi per dimostrare che possano davvero salvare delle vite. È l’opinione dell’epidemiologo John Ioannidis dello Stanford prevention research center, in California, che quest’anno ha riferito come siano pochissimi gli esami di controllo per malattie gravi che hanno davvero ridotto la mortalità.

Cambiare i comportamenti è il passo più importante ma anche il più difficile. Secondo Gilbert Welch del Dartmouth institute for Health Policy and Clinical Practice di Lebanon, nel Hew Hampshire, “è più probabile che alle persone venga consigliato di sottoporsi a controlli periodici piuttosto che di mangiare bene e fare attività fisica per prevenire il cancro: ‘Gli esami di controllo sono ormai una scorciatoia grazie alla quale sia il medico sia il paziente possono pensare di fare qualcosa di buono per la salute, anche se non modifica in alcun modo il rischio di ammalarsi’”.

Claudia Grisanti, Giornalista di Internazionale

 

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Cara Donna,

Il lavoro che facciamo noi a Rosa per la Vita Onlus è prettamente di aiuto psicologico ed emotivo, sia quelle che hanno già iniziato un percorso terapeutico, sia quelle che hanno appena scoperto di avere il cancro.

Ma, in nessun modo, VERAMENTE IN NESSUN MODO,  entriamo nel merito della cura! Come una donna deve curarsi e le sue scelte terapeutiche sono in totale autonomia e personale decisione della donna stessa, avvalendosi dell’aiuto del medico di fiducia.

Noi non ci permettiamo nella maniera più assoluta di dire a nessuna di voi come vi dovreste curare e ci teniamo MOLTO a questo principio di totale libertà,  ma soprattutto pensiamo e desideriamo che tu, donna,  possa prendere  tutte le tue decisioni in armonia con il parere del tuo medico di fiducia od oncologo di riferimento, informandoti sulle varie possibilità terapeutiche e poi discutendone con il tuo medico/oncologo di riferimento, e seguendo comunque il tuo personalissimo discernimento.

Persino alle amiche e ai familiari spieghiamo molto chiaramente di astenersi dai loro personali giudizi, opinioni o peggio ancora consigli,  per non metterti ancora di più in confusione e in allarme , perche invece hai bisogno di essere quanto più serena e centrata su te stessa per trovare la tua migliore soluzione.

Ascoltando troppe persone e persino troppi medici,  tu,  donna,  che devi affrontare un momento di per sé già molto impegnativo,  rischi di appesantirti e diventare ancora più confusa mettendo a repentaglio il tuo già labile equilibrio e ciò non è assolutamente un bene.

Sulla base di questi onorevolissimi principi NESSUNO di Rosa per la Vita Onlus si permetterà mai di suggerirti, neanche velatamente,  che tipo di cura fare!

Noi non possiamo e non vogliamo, in nessun modo, “guidare” la tua decisione su quale cura scegliere o fare :  GIAMMAI!!!

Desideriamo che sia perfettamente chiaro che Rosa per la Vita Onlus fa solo informazione e ti aiuta a “partorire” la tua personale, libera e indipendente decisione che verrà poi definita in accordo con il tuo medico/oncologo di riferimento.

Il lavoro che noi facciamo è di sostegno, affiancamento ed integrazione alla Medicina Convenzionale e in nessun modo intende sostituirla.

Ci permettiamo infine di ricordarti, per aiutarti ad essere il più serena possibile, che la tua decisione deve essere presa da te e da un medico specializzato senza che NESSUNO intervenga in questo rapporto di fiducia,  con i loro consigli, opinioni, suggerimenti o altro. E per nessuno intendiamo NESSUNO. Nessuno al di là di te e del tuo medico di fiducia.

Le persone che ti vogliono bene veramente ti sostengono, rispettando il tuo libero arbitrio e si astengono dal dare giudizi o pareri che potrebbero metterti ancora più in ansia, difficoltà o confusione.

Le persone che ti vogliono veramente bene ti sono di Sostegno, Aiuto e Amore INCONDIZIONATI.

NOI DI ROSA PER LA VITA ONLUS TI VOGLIAMO BENE.

Pregheremo per te che tu possa essere libera e serena nelle tue scelte, decisioni e cure per la tua guarigione a 360 gradi.
(lettera aperta)

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