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Chi siamo

Rosa per la Vita Onlus si propone di aiutare le donne che si sono confrontate con l'esperienza del tumore.
Dal cancro si può guarire come da ogni altra malattia.
Le donne stesse dovrebbero diventare le uniche responsabili della propria salute e per fare questo c'è bisogno di riconnettersi alla parte più profonda di Sè

L’obiettivo di “Rosa per la Vita ONLUS”  è quello, dunque, di diffondere una nuova cultura di cura del cancro, offrendo a tutte le donne colpite da neoplasia la possibilità di approcciarsi in maniera diversa alla malattia attraverso un’attenzione sia olistica, che significa prendere in considerazione la donna nel suo Essere di Anima-Mente-Corpo, che di medicina integrata. .

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IL MODELLO OLISTICO IN ONCOLOGIA: UN NUOVO APPROCCIO AL PAZIENTE ONCOLOGICO

“Il malato soffre più dei suoi pensieri che della stessa malattia”. Nietzsche



Nella cultura occidentale la tendenza è quella di considerare la malattia come un’alterazione, una lesione o un’aggressione dall’esterno. Nel caso del cancro, viene utilizzata la metafora della guerra. A parecchi sarà capitato di leggere frasi quali “ Combattere Il Cancro”; “La Lotta al Cancro”. Questa visione, anziché consentire di percepire il cancro come qualcosa di legato anche alle abitudini o agli stili di vita della Persona aumenta il sentimento di timore verso di essa e ne impedisce una giusta comprensione. Leggi tutto...

I nostri eventi

23
Nov
presso La Casa delle Donne - Via Sant'Ambrogio 6 - Passirana di Rho
-
Rho
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24
Nov
IL MAST - Via S. Martino 22 - Rho (MI)
-
Rho
Data: 24 Novembre 2017, 21:00

25
Nov
Rho - Piazza San Vittore n. 7
-
Rho
Data: 25 Novembre 2017, 15:30

14
Dic
Piazza San Vittore 7 - Rho (MI)
-
Rho
Data: 14 Dicembre 2017, 20:30


Negli ultimi decenni sono stati compiuti passi enormi nella terapia dei tumori. Tuttavia, il cammino da compiere è ancora lungo. In tale situazione, assume importanza fondamentale un'azione preventiva nei confronti dei tumori stessi. Sono possibili due forme di prevenzione:

  • la prevenzione primaria, che consiste nell'eliminare, o almeno ridurre, l'esposizione dell'organismo ai fattori di rischio;
  • la prevenzione secondaria, che vuol dire individuare i tumori (o le lesioni che ne precedono l'insorgenza) in una fase precoce in cui siano maggiori le possibilità di cura e guarigione.

Il carcinoma della cervice uterina è il secondo cancro più frequente della popolazione femminile in tutto il mondo dopo il carcinoma mammario e il quarto nel mondo occidentale. Esso costituisce pertanto ancora oggi un problema sanitario e sociale, nonostante sia particolarmente suscettibile ad una azione preventiva e di diagnosi precoce. Una riduzione significativa sia dell’incidenza che della mortalità del carcinoma della cervice ed un aumento di diagnosi di lesione preinvasive si sono avuti nei paesi dove si fa prevenzione e dove si eseguono efficaci programmi di screening tramite pap-test.

Vari studi epidemiologici ed anatomopatologici hanno messo in evidenza che la maggior parte di tumori invasivi sono preceduti da lesioni precancerose, che possono persistere come tale anche per tanti anni e che sono suscettibili di trattamento conservativi. Si è inoltre dimostrato che il carcinoma della cervice sia un cancro ad eziologia virale. Difatti l’identificazione dell’infezione da HPV (Human Papilloma virus) quale importante fattore di rischio e la presenza del DNA dell’HPV in quasi tutti i carcinomi della cervice e nelle lesioni precancerose hanno costituito importanti passi avanti sia nella prevenzione secondaria ma anche in quella primaria (vaccinazione). Nessun'altra forma di cancro documenta altrettanto bene i notevoli benefici della prevenzione, della diagnosi precoce e della terapia curativa rispetto al tasso di mortalità quanto il cancro della cervice uterina. L'unico test di screening per i tumori della cervice uterina è il Pap-test. Esso permette inoltre di identificare le manifestazioni citologiche (coilocitosi) suggestive di infezione da HPV.

Esso consiste nel prelievo, mediante una spatola (Spatola di Ayre) di cellule che si trovano sulla superficie del collo uterino (eso-cervice) e mediate un cytobrash di cellule all'interno del canale cervicale (endocervice). Per ottenere un pap-test accurato è necessario avere un campione rappresentativo di cellule dall’esocervice, endocervice e della zona di trasformazione. L’associazione del cytobrash ha significativamente ridotto il numero di falsi negativi.

Il pap test oltre ad individuare alterazioni meno gravi quali alterazioni della flora microbica vaginale è in grado di individuare:

  • lesioni pre-neoplastiche dell’esocervice (CIN 1-2-3; attualmente con la nuova classificazione citologica del Bethesda System 2001 si definiscono due livelli di alterazione: L-SIL e H-SIL, comprendendo nelle L-SIL anche le alterazioni citopatiche da virus);
  • lesioni pre-neoplastiche dell’endocervice quali: iperplasia ghiandolare reattiva, iperplasia ghiandolare atipica e la neoplasia cervicale intraghiandolare;
  • carcinoma della cervice uterina.

Il PAP test è un test di screening altamente efficace nel prevenire il cancro della cervice in quanto la maggior parte dei cancri sono preceduti da lesioni precancerose, che possono esistere nella fase non invasiva per un periodo fino a 20 anni. I tassi di progressione delle forme pre-neoplastiche non sono in nessun modo uniformi, cambiando da paziente a paziente. La progressione verso carcinoma invasivo, quando avviene, può svilupparsi nell'arco di pochi mesi fino a più di 20 anni. Le lesioni precancerose sono totalmente asintomatiche; l'unico segno di malattia può essere lo sfaldamento di cellule patologiche dalla cervice, rilevabile attraverso il PAP test.

Il Pap Test ha dunque una grande funzione preventiva, ed è il più importante efficace e prezioso mezzo di selezione (screening) in grado di individuare le donne a rischio per una Neoplasia del Collo Uterino.

In Italia purtroppo non è così diffuso e apprezzato fra le donne e si può stimare un ritardo rispetto agli USA di almeno dieci anni. Il motivo di questo ritardo è sostanzialmente la disinformazione; infatti due sono i problemi che bloccano la diffusione del pap test:

  • la convinzione erronea che sia un esame doloroso;
  • il timore che possa dare esiti non controllabili e definitivamente negativi.

Al fine di dare maggiore efficacia agli esami di prevenzione da molti anni si è consigliato di associare costantemente anche la colposcopia, esame che ha importanza non solo nella diagnostica dei tumori ma che permette anche di capire meglio la natura di molti stati infiammatori e/o infettivi del collo dell'utero, di controllare in modo più preciso l'esecuzione di alcune terapie effettuate sul collo e di seguire nel tempo i processi di guarigione. Secondo uno studio pubblicato su Lancet il Pap test regolare piuttosto che la colposcopia sono il miglior modo per tenere sotto controllo le piccole lesioni della cervice uterina. La colposcopia è ingiustificata come screening per le giovani donne a rischio perché individua un alto numero di piccole lesioni della cervice che regrediscono spontaneamente (The Lancet 2004; 364: 1678). L'unione delle due metodiche rende certamente più sicure entrambe.

Il carcinoma della cervice uterina ed in particolar modo quello a cellule squamose può presentarsi a qualsiasi età a partire dal secondo decennio di vita fino alla tarda età. Il picco di incidenza corrisponde sempre più spesso ad un'età giovane: dai 40-45 anni nel casi di carcinoma a circa 30 anni per le lesioni precancerose di alto grado (CIN III). L’1% dei casi viene riscontrato in gravidanza.

Tra i fattori di rischio si annoverano sia l’età primo rapporto, il numero di partners, la promiscuità sessuale, l’età della prima gravidanza, e l’ infezione da HPV soprattutto per i sottotipi 16-18-31-33 considerati ad alto rischio. Tuttavia considerata l’efficacia del pap-test quale test di screening i fattori di rischio più importanti sono senza dubbio:

  • il non aver mai effettuato un pap-test;
  • il non sottoporsi regolarmente al pap-test.

Dati epidemiologici hanno da tempo chiamato in causa un agente sessualmente trasmesso, il papillomavirus umano (HPV), che è considerato attualmente il più importante agente oncogeno implicato nella tumorogenesi cervicale. Tuttavia, non vi sono prove che l'HPV sia il solo fattore implicato. Un'alta percentuale di giovani donne vengono infettate da uno o più sierotipi di HPV durante gli anni della loro vita riproduttiva e solo poche sviluppano il cancro. Il Papilloma Virus o HPV è un virus a DNA in grado di trasformare le cellule entrando nel controllo del loro meccanismo di replicazione. Strutture vitali del virus (DNA) vengono praticamente riscontrate in tutti i tumori del collo dell'utero e in tutte le lesioni precancerose esaminate in ogni parte del mondo.

Sono stati individuati finora 100 tipi diversi di HPV (di cui almeno 13 correlati al cancro del collo dell'utero) divisi in due gruppi: ad alto e a basso rischio. Solo il tipo 16 e 18 rappresentano la causa di circa il 70% dei casi. Alcuni tipi di HPV causano verruche genitali che non presentano correlazione con il carcinoma della cervice ma devono comunque invitare il ginecologo ad indagare la presenza di infezione da HPV sul collo dell’utero.

Non è affatto antica la scoperta della relazione causale tra Papilloma Virus (HPV) e cancro della cervice uterina che infatti risale ai primi anni '90. E' in quel periodo che si nota una stretta relazione tra alcuni tipi (ceppi) di HPV ed il cancro cervicale.

Le infezioni da HPV che causano verruche genitali, displasia (CIN) e/o il tumore del collo dell'utero sono trasmesse da persona a persona per via sessuale o contatto intimo. È importante sapere che, sebbene la frequentazione di più partner possa accrescere il rischio di contrarre un'infezione da HPV, per contrarre il virus basta una sola persona infetta. Si stima infatti che 8 donne sessualmente attive su 10 contraggano il virus nel corso della loro vita. Questo virus determina una comune infezione virale trasmissibile soprattutto ma non esclusivamente per via sessuale. La maggior parte delle persone è portatrice inconsapevole (e senza disturbi) di HPV. È inoltre importante ricordare che anche le donne che hanno lo stesso partner da anni devono sottoporsi a controlli per la prevenzione del tumore del collo dell'utero. Questo perché l'HPV può "nascondersi" nelle cellule cervicali per lunghi periodi di tempo senza essere rilevato. È impossibile determinare esattamente quando si abbia contratto un'infezione da HPV o da quanto tempo se ne sia affetti. La maggior parte delle persone viene a contatto con l'HPV ad un certo momento nella vita e solitamente il loro organismo si libera spontaneamente del virus nell'arco di alcuni mesi (come avviene con altri virus come quelli che provocano il raffreddore o l'influenza). Tuttavia, una piccola percentuale di donne non elimina il virus e corre pertanto un maggior rischio di sviluppare anomalie del collo dell'utero. Un'infezione da HPV persistente può provocare alterazioni cellulari che, se non curate, possono evolvere in un tumore della cervice uterina.

Per effettuare il test HPV ossia individuare la presenza del virus e il sottotipo, si preleva un campione di cellule dal collo dell'utero esattamente allo stesso modo che per il Pap test.

Il test HPV DNA permette di rilevare la presenza del virus prima che si sviluppi un tumore e consente pertanto di identificare con grande anticipo le donne a rischio di sviluppare un tumore del collo dell'utero. Se le anomalie cellulari vengono rilevate precocemente, il trattamento ha successo nel 100% dei casi ed é stato dimostrato che combinare il Pap test al test HPV può migliorare la precisione dello screening dall'attuale 50-70% al 99.9%.

I vantaggi del test HPV sono dimostrati anche dal fatto che la Food and Drug Administration (FDA) americana ha approvato l'utilizzo del test HPV come test di screening combinato al Pap test per infezioni da HPV in donne dai 30 anni in su. Anche in Europa, alcuni paesi tra cui l'Italia, la Francia, la Germania, i Paesi Bassi e il Regno Unito stanno compiendo importanti passi avanti in questa direzione. Tuttavia, al momento solo gli Stati Uniti e la Repubblica Ceca rimborsano il test HPV per lo screening primario.

Quindi, ai due esami fondamentali (Pap test e Colposcopia), si aggiunge il test per l'HPV, il prelievo può essere eseguito al momento del Pap test o dell'esecuzione della Colposcopia. Il test può rilevare la presenza del virus prima che vi siano segni visibili di variazione nelle cellule del collo dell'utero; ciò significa che le donne a rischio di tumore possono essere identificate più precocemente e controllate più assiduamente. Le ricerche evidenziano che il metodo più efficace per rilevare ad uno stadio iniziale i segni di un cancro del collo dell'utero consiste nell'eseguire un Pap test insieme ad un test HPV DNA.

È stato dimostrato che questo approccio combinato consente di rilevare circa il 97% delle malattie del collo dell'utero di grado elevato. Un Pap test negativo insieme ad un test HPV DNA negativo garantisce al 99% di correre un rischio veramente minimo di avere o sviluppare un cancro del collo dell'utero e consente di ritornare a ripetere lo screening agli intervalli di routine.

Altrettanto importante è il fatto che il test HPV DNA può fornire informazioni supplementari sull'importanza di qualsiasi anomalia rilevata dal Pap test. È ben documentato che la maggior parte delle anomalie scompaiono da sole, ma finora non è stato disponibile un metodo per distinguere quelle che regrediscono da sole da quelle che si trasformeranno in una malattia più seria. Il test dell'HPV DNA può fornire queste informazioni, in particolare per quanto riguarda anomalie minori che, in più del 97% del casi, scompariranno da sole se il risultato del test HPV DNA è negativo. Si ricordi che:

  • l'HPV è un virus molto comune;
  • il cancro del collo dell'utero è un malattia molto rara;
  • se le anomalie cellulari vengono rilevate precocemente, il trattamento ha successo nel 100% dei casi.

Gli uomini contraggono l'HPV proprio come le donne. E come le donne, generalmente non hanno sintomi. Tuttavia, sebbene le infezioni da HPV possano essere collegate a tumori del pene e dell'ano, questi tipi di tumori colpiscono raramente gli uomini. Attualmente non esistono test per l'HPV rivolti agli uomini approvati dalla FDA.

I tipi di HPV "a basso rischio" possono causare la formazione di verruche genitali o alterazioni cellulari lievi nella cervice e generalmente scompaiono spontaneamente senza causare problemi. I tipi di HPV "ad alto rischio" normalmente non presentano sintomi che attirino l'attenzione di chi ne è affetto né causano problemi gravi. Se però l'infezione provocata da questi tipi di HPV non scompare, le alterazioni cellulari possono sviluppare anomalie nella cervice ed evolvere in malattie più serie. Anche in questi casi, l'infezione da HPV è spesso silente. Ecco perché è importante sottoporsi regolarmente a esami di screening preventivi.

Numerosi studi recenti hanno dimostrato il valore del test HPV nelle seguenti condizioni:

  • come integrazione nello screening di donne con più di 35 anni. È molto probabile che la presenza di virus HPV aggressivi in donne oltre i 35 anni siano indice di infezione persistente ad alto rischio di degenerazione verso lesioni gravi del collo;
  • quando si hanno risposte del pap test dubbie o lievemente alterate;
  • per un controllo nel tempo (il cosiddetto follow up) di donne che hanno ricevuto trattamenti medici o chirurgici per lesioni del collo.

La vaccinazione è uno strumento nato per combattere le malattie infettive ed ha lo scopo di promuovere una difesa immunitaria specifica, permanente (o comunque di lunga durata), sicura (priva di effetti avversi e collaterali), efficace verso un determinato agente patogeno. Quando si è compreso in modo definitivo che il Papilloma Virus (HPV) era la causa della quasi totalità dei tumori del collo uterino si è anche capito che la strada maestra per vincere questo cancro era quella di combatterlo alla radice prevenendo l'infezione virale tramite la vaccinazione ed i risultati sono stati veramente incoraggianti. È imminente infatti la distribuzione (si parla di alcuni mesi) nelle farmacie di almeno due tipi di vaccino, uno bivalente (attivo verso i ceppi 16 e 18) ed uno quadrivalente (attivo verso i ceppi 6, 11, 16,18); quest'ultimo avrebbe quindi un'azione preventiva anche verso i condilomi.

Le donne maggiormente candidate alla vaccinazione sono principalmente le adolescenti, prima dell'inizio dell'attività sessuale; è in questa popolazione che il vaccino mostra la sua massima efficacia. La vaccinazione potrebbe essere effettuata anche in donne più adulte che non abbiano mai contratto l'infezione e risultino negative alla ricerca (tampone cervicale) del virus ma su quest'ultimo requisito al momento le opinioni sono diverse.

Purtroppo sia per i limiti di applicabilità alla popolazione femminile generale, sia perchè i ceppi virali possibile causa del tumore sono (anche se con minor rilevanza clinica) ben più numerosi di quelli interessati dagli attuali vaccini, non riusciremo subito a modificare drammaticamente a modificare "la storia" di questa malattia.

La strategia vincente dovrà ancora per molto tempo basarsi sull'effettuazione periodica (1-2 anni salvo diverse indicazioni) del Pap Test, meglio con contestuale ricerca dell'HPV (ed identificazione del ceppo se presente). Questo screening proprio per i motivi già esposti verrà sicuramente raccomandato, con cadenze probabilmente diverse anche alle future donne vaccinate.

Preme comunque sottolineare l'importanza attualissima del Pap Test che purtroppo ancora oggi non viene effettuato da molte donne. Ben venga la vaccinazione e speriamo anche che la sua applicabilità possa diventare universale e riguardare un maggior numero di virus ma non dobbiamo dimenticare che abbiamo già oggi e da molto tempo un formidabile strumento che ci consente di sconfiggere precocemente questa temibile malattia.

D.ssa Carol Dettori

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Cara Donna,

il lavoro che facciamo noi a Rosa per la Vita Onlus è prettamente di aiuto psicologico ed emotivo, sia quelle che hanno già iniziato un percorso terapeutico, sia quelle che hanno appena scoperto di avere il cancro.

Ma, in nessun modo, VERAMENTE IN NESSUN MODO,  entriamo nel merito della cura! Come una donna deve curarsi e le sue scelte terapeutiche sono in totale autonoma e personale decisione della donna stessa, avvalendosi dell’aiuto del medico di fiducia.

Noi non ci permettiamo nella maniera più assoluta di dire a nessuna di voi come vi dovreste curare e ci teniamo MOLTO a questo principio di totale libertà,  ma soprattutto pensiamo e desideriamo che tu, donna,  possa prendere  tutte le tue decisioni in armonia con il parere del tuo medico di fiducia od oncologo di riferimento, informandoti sulle varie possibilità terapeutiche e poi discutendone con il tuo medico/oncologo di riferimento, e seguendo comunque il tuo personalissimo discernimento.

Persino alle amiche e ai familiari spieghiamo molto chiaramente di astenersi dai loro personali giudizi, opinioni o peggio ancora consigli,  per non metterti ancora di più in confusione e in allarme , perche invece hai bisogno di essere quanto più serena e centrata su te stessa per trovare la tua migliore soluzione.

Ascoltando troppe persone e persino troppi medici,  tu,  donna,  che devi affrontare un momento di per sé già molto impegnativo,  rischi di appesantirti e diventare ancora più confusa mettendo a repentaglio il tuo già labile equilibrio e ciò non è assolutamente un bene.

Sulla base di questi onorevolissimi principi NESSUNO di Rosa per la Vita Onlus si permetterà mai di suggerirti, neanche velatamente,  che tipo di cura fare!

Noi non possiamo e non vogliamo, in nessun modo, “guidare” la tua decisione su quale cura scegliere o fare :  GIAMMAI!!!

Desideriamo che sia perfettamente chiaro che Rosa per la Vita Onlus fa solo informazione e ti aiuta a “partorire” la tua personale, libera e indipendente decisione che verrà poi definita in accordo con il tuo medico/oncologo di riferimento.

Il lavoro che noi facciamo è di sostegno, affiancamento ed integrazione alla Medicina Convenzionale e in nessun modo intende sostituirla.

Ci permettiamo infine di ricordarti, per aiutarti ad essere il più serena possibile, che la tua decisione deve essere presa da te e da un medico specializzato senza che NESSUNO intervenga in questo rapporto di fiducia,  con i loro consigli, opinioni, suggerimenti o altro. E per nessuno intendiamo NESSUNO. Nessuno al di là di te e del tuo medico di fiducia.

Le persone che ti vogliono bene veramente ti sostengono, rispettando il tuo libero arbitrio e si astengono dal dare giudizi o pareri che potrebbero metterti ancora più in ansia, difficoltà o confusione.

Le persone che ti vogliono veramente bene ti sono di Sostegno, Aiuto e Amore INCONDIZIONATI.

NOI DI ROSA PER LA VITA ONLUS TI VOGLIAMO BENE.

Pregheremo per te che tu possa essere libera e serena nelle tue scelte, decisioni e cure per la tua guarigione a 360 gradi.
(lettera aperta)

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